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Michele Bargigia al tramonto, con il mare sullo sfondo.
05 / ABOUT

MICHELE
Bargigia

Pianista, compositore, improvvisatore e psicologo. Quattro parole diverse per raccontare, in realtà, lo stesso percorso.

Il pianoforte è diventato il mio compagno di viaggio quando avevo otto anni. Invece di limitarmi agli spartiti, giocavo con intervalli, accordi e colori. A dieci anni arrivarono le prime composizioni: mentre i miei amici inventavano storie, io improvvisavo le loro colonne sonore.

Ancora oggi questo è il cuore della mia musica: una narrazione profonda e personale, qualcosa che vive sotto la pelle e prende forma in un suono.

Mi hanno ispirato Vaughan Williams, gli impressionisti del Novecento, Sibelius e, tra gli artisti contemporanei, Keith Jarrett. Il suo studio mi ha dato il permesso di mettere insieme linguaggi diversi e attraversare jazz, classica e molte sfumature espressive.

Parallelamente alla musica ho studiato psicologia. Più andavo avanti, meno riuscivo a vedere i due mondi come separati.